CISPA was back. CISPA is gone. Again.

Ed è proprio oggi, 30 Aprile 2013, che il disegno di legge Cyber Intelligence Sharing and Protection Act (CISPA), è stato bocciato dal Senato statunitense, dopo essere stato reintrodotto nel Febbraio 2013 ed approvato il 18 Aprile 2013 dalla Camera dei Deputati degli Stati Uniti.

Ma di che si tratta? Cos’è CISPA?

CISPA è un disegno di legge, che fu inizialmente introdotto il 30 Novembre 2011, da Mike Rogers, deputato statunitense ed appartenente al partito repubblicano, e da altri 111 sostenitori. Anche in quel caso il disegno fu dapprima approvato dalla Camera dei Deputati ( 26 Aprile 2012), ma venne successivamente bocciato dal Senato. L’amministrazione Obama riteneva (ed è ancora dello stesso parere) che, se approvata, questa legge avrebbe costituito una seria violazione per la privacy dei cittadini ed una conseguente limitazione della libertà d’espressione. Il presidente degli Stati Uniti stesso, Barack Obamaminacciò di porre il veto a CISPA, anche se questo fosse passato in Senato, motivo che, sia allora sia oggi, ne ha decretato la bocciatura da parte dei senatori.

Infatti CISPA, se fosse diventata una legge a tutti gli effetti, avrebbe permesso al Governo statunitense di monitorare il traffico di informazioni in Internet e di accedere ad informazioni sensibili degli utenti senza avere bisogno di un mandato di un giudice, aggirando facilmente l’usuale iter giudiziario. CISPA è da intendersi come un ampliamento del U.S.A Patriot Act, legge entrata in vigore nel 2001 dopo la strage di World Trade Center e che rafforza il potere delle forze di polizia e delle agenzie governative FBI, NSA, CIA, per prevenire altri attacchi terroristici, ma intaccando la privacy dei cittadini. Inoltre, a differenza del Patriot Act, CISPA protegge da qualunque azione legale chi (per esempio Google, Facebook, Twitter, operatori mobili, provider Internet ecc.) condivide dati sensibili con il governo.

Il fine è quello di garantire la sicurezza nazionale e di scongiurare attacchi di terrorismo e cyber-terrorismo ed è da elogiare, ma il mezzo, ovvero il contatto con dati sensibili dei cittadini ( anche quelli dei Social Network), non lo è altrettanto. Il timore è che, con la scusa delle cyber-guerre e della lotta al terrorismo, CISPA venga utilizzato come strumento per sorvegliare l’attività delle persone in rete e soprattutto per affondare il file-sharing protetto da copyright, obbiettivo quest’ultimo di altri due disegni di legge precedentemente bocciati: SOPA e PIPA.

Queste due proposte di legge avrebbero permesso ai detentori di copyright ed al Dipartimento di Giustizia statunitense di procedere per vie legali contro quei siti colpevoli di aver diffuso o facilitato contenuti che violassero il diritto d’autore. Le durissime sanzioni avrebbero fatto in modo che il sito in questione fosse “isolato” dal mondo del web:

  •  divieto per network pubblicitari o per compagnie di gestione pagamenti ( Visa, Paypal) di intrattenere ogni genere d’affari con essi
  • rimozione da parte dei motori di ricerca del link del sito accusato
  • richiesta agli Internet provider di bloccare l’accesso.

In sostanza le “vittime” sarebbero stati i siti web, mentre CISPA, andrebbe a colpire direttamente gli utenti. Per questa basilare differenza, diverse sono state le reazioni del mondo del web.

Reazioni di Internet a CISPA

Non appena CISPA è stato riproposto, nel Febbraio di quest’anno, molte sono state le proteste e le iniziative online, che sono ulteriormente aumentate dopo l’approvazione della Camera dei Deputati:

  • per il 22 Aprile Anonymous aveva annunciato una sorta di sciopero per sensibilizzare l’opinione pubblica in rete a riguardo. In particolare, più di 400 siti web hanno aderito sostituendo i loro contenuti con messaggi, per mostrare i rischi che CISPA avrebbe significato e i motivi per i quali opporvisi
  • a partire dal 5 Aprile Avaaz.Org ha organizzato una petizione per fermare l’approvazione di CISPA ed ottenendo in poco meno di un mese circa 841.000 firme. Gli attivisti di questo sito definiscono CISPA un disegno di legge orwelliano, che permetterebbe alle autorità di “spiare” la maggior parte degli aspetti della nostra vita quotidiana ( sempre più strettamente legata ad Internet) come se fossimo costantemente sotto gli occhi del Grande Fratello. Ecco la petizione:

“In qualità di cittadini preoccupati, vi chiediamo di abbandonare subito il Cyber Intelligence Sharing and Protection Act (CISPA). Con gli eccessivi e inutili poteri di sorveglianza che vi attribuisce, mettereste in serio pericolo la nostra democrazia e le nostre libertà. Internet è uno strumento fondamentale per permettere alle persone di tutto il mondo di scambiare idee e lavorare collettivamente per costruire il mondo che tutti noi vogliamo. Vi chiediamo di mostrare una vera leadership facendo tutto il possibile per proteggere la nostra libertà in Rete.”

  • anche l’organizzazione internazionale Electronic Frontier Foundation (EFF) si è dimostrata spaventata a riguardo definendo CISPA “una pericolosa legge sulla cyber sicurezza che garantisce molto più potere alle compagnie per ottenere dati sensibili degli utenti” ed invitando tutti i lettori statunitensi ad inviare un messaggio ai senatori del proprio Stato per opporsi a tutto ciò
  • anche sui social network si hanno reazioni di opposizione a questa proposta di legge, come per esempio su Twitter in cui gli hashtag di riferimento sono #stopCISPA e #CISPAblackout.

    Alcuni tweet con l'hashtag #stopCISPA

    Alcuni tweet con l’hashtag #stopCISPA

Tuttavia, la reazione che si ebbe per opporsi a SOPA e PIPA fu di maggiore entità e coinvolse anche grandi compagnie come Mozilla, Google, Wikipedia, Reddit ecc. In questo caso invece è stato il contrario, ed è stata CISPA ad avere dalla sua grandi alleati come Intel, McAfee, IBM, Oracle ed altri.

Ciò accade perchè SOPA, oltre a condannare coloro i quali avessero diffuso contenuti coperti da copyright, avrebbe portato al banco degli imputati anche i siti web indirettamente complici della diffusione di questo materiale. CISPA si sarebbe concentrata invece sui singoli utenti ed avrebbe chiesto ai portali e social network i dati sensibili degli utenti da consegnare alle autorità competenti.

Per ora, CISPA, come prima di lei SOPA e PIPA, è stata bocciata, ma non è escluso che in un futuro non molto lontano possa essere riproposta. E’ chiaro che il fine, ovvero il garantire la sicurezza nazionale, sia un obbiettivo molto importante, ma vale la pena calpestare in questo modo la privacy dei cittadini?

Fonti:

http://en.wikipedia.org/wiki/Cyber_Intelligence_Sharing_and_Protection_Act

http://rt.com/usa/cispa-patriot-web-swartz-081/

http://mytech.panorama.it/internet/CISPA-sciopero-anonymous

Simone Bonvicini

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