Attivismo online? Avaaz.org !

“La comunità on-line di Avaaz può agire come un megafono per attirare l’attenzione su nuove questioni; un faro che può illuminare l’indignazione generale sparsa qua e là in una campagna precisa; un camion dei vigili del fuoco pronti a dare una risposta efficace a un’emergenza venuta fuori all’improvviso”

Home page di Avaaz.org

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Ma cos’è Avaaz? E di cosa si occupa?

Avaaz.org è un’organizzazione governativa che si occupa di petizioni online e promuove l’attivismo su temi sensibili e urgenti di natura internazionale, di cui parleremo più approfonditamente in seguito. Avaaz nasce nel Gennaio 2007 inizialmente dall’incontro di 2 organizzazioni, MoveOn, gruppo di azione politica online nato nel 1998 e guidato da Eli Pariser, e Res Publica, comunità con l’obbiettivo di promuovere il buon governo e la partecipazione civica fondata nel 2003 da Ricken Patel, Tom Perriello e Tom Pravda, alle quali si aggiungono successivamente SEIU,  piccolo sindacato americano, e GetUp!, organizzazione australiana costruita sulla falsariga di MoveOn. Li obbiettivi che questa organizzazione si prefissa sono riassunti in 5 lettere, Avaaz per l’appunto, nome che deriva da una parola in persiano il significato della quale è “voce”. Ma come agisce questa voce e, soprattutto, quali sono i campi in cui opera?

Come lavora il team di Avaaz e il grande ruolo della tecnologia

La comunità di Avaaz è molto ampia: opera in 6 continenti ed è disponibile in 15 lingue. Le attività svolte si svolgono online, firmando petizioni, finanziando campagne di sensibilizzazione ed inviando mail per appellarsi ai capi di governo, e anche sul campo con l’organizzazione di manifestazioni su strada.  La tecnologia ricopre un ruolo fondamentale nella vita di quest’organizzazione. Basta infatti un click o una foto, per portare all’attenzione di circa 21 milioni di membri problemi di natura internazionale ed è altrettanto facile fare in modo che migliaia di sforzi individuali si sommino tra loro fino a diventare un’imponente forza collettiva. Per garantirsi una totale indipendenza, Avaaz non accetta più finanziamenti da governi o enti, ma solo dai singoli membri, fino a un massimo di 5000$. In questo modo, secondo lo staff, “nessun gruppo economico e nessun governo può insistere perchè Avaaz sposti le sue priorità per fare comodo a un’agenda esterna”.

La decisione spetta ai membri

Le campagne  non vengono imposte dal team di Avaaz, anzi, grazie a dei sondaggi emergono delle idee. Una volta che viene scelta una tematica essa viene proposta alla totalità dei membri, con email che ne chiariscano ogni aspetto, e se essa riscontra un’approvazione rilevante allora il sito garantisce un sostentamento alla campagna: impegnandosi a portare avanti campagne pubblicitarie di sensibilizzazione, consegnado le petizioni dei membri a chi di dovere ed agendo in ogni modo necessario. Le campagne che hanno ottenuto  maggiore successo sono state proprio quelle suggerite dai membri di Avaaz.

Alcune campagne rilevanti

Le campagne portate avanti da Avaaz riguardano politica, guerre, ambiente e diritti civili. Qui ne verranno riportate alcune delle più significative:

  • Giugno 2009: Avaaz interviene anche nella protezione di veri e propri inestimabili tesori ambientali come la foresta pluviale del Brasile, la quale era sul punto di essere largamente ceduta alle aziende agricole brasiliane per il suo sfruttamento a causa di una legge. In soli due giorni l’ufficio del Presidente Lula fu tempestato da chiamate e mail dai membri di Avaaz, al punto che si raggiunse una revoca della legge.

    Campagna pubblicitaria nella metro di Washington contro le torture portate avanti a Guantanamo.  http://farm3.staticflickr.com/2744/4247871801_50afcd6bc3.jpg

  • Settembre 2009: per mettere fine alla tortura nella prigione di Guantanamo, su richiesta di molti membri, tra cui una netta maggioranza americani, Avaaz ha deciso di allestire nella metropolitana di Washington dei cartelloni pubblicitari, che ricordassero ai politici che la tortura è crudele ed illegale.
  • Gennaio 2012: quasi 3 milioni di firmatari aveva invece la petizione consegnata al Parlamento Europeo per chiedere che il disegno di legge ACTA fosse bocciato. In questo caso Avaaz ha avuto un ruolo rilevante per determinare la bocciatura della legge, come ha ammesso il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, in un comunicato stampa: “Sono rimasto molto impressionata dalla petizione di 2,8 milioni di persone di Avaaz che è stata consegnata recentemente al Parlamento europeo. Le preoccupazioni dei cittadini di tutto il mondo sono state tenute attentamente in considerazione dal Parlamento”.
  • Novembre 2012:  circa 1, 8 milioni di membri di Avaaz hanno firmato petizioni e non pochi hanno sostenuto finanziariamente la causa di riconoscimento della Palestina come 194° stato al mondo. L’ONU votò a favore del riconoscimento e ci fu una stragrande maggioranza di si. Questo il commento del delegato generale della Palestina in Europa, Leila Shahid: “”Avaaz e i suoi membri in tutto il mondo hanno svolto un ruolo cruciale nel convincere i governi a sostenere la richiesta del popolo palestinese per uno stato e per la libertà e la pace”.

 

Fonti:

Simone Bonvicini

 

 

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