Unione Europea: net neutrality in vista.

Neelie Kroes, l’attuale Commissario per l’Agenda Digitale, lo scorso 4 Giugno ha elencato ed illustrato al Parlamento  Europeo i punti salienti del piano sulla net neutrality che verrà presentato dalla Commissione Europea entro l’estate. Importanti le tematiche affrontate come la portabilità e i diritti dell’utente in rapporto con le Telecom.

Neelie Kroes al Parlamento Europeo

Neelie Kroes al Parlamento Europeo

Prima di tutto, cos’è la net neutrality?

Net neutrality è un termine coniato recentemente ma che affonda le sue radici nel passato, più precisamente nel 1860. Già allora una legge federale degli USA stabiliva che un messaggio inviato per via telegrafica doveva essere trasmesso in modo imparziale  in ordine di ricezione. Al giorno d’oggi la network neutrality  è un principio associato alle reti che forniscono connessioni Internet, servizi telefonici e trasmissioni televisive. Una rete viene definita neutrale se non vengono applicate restrizioni sulla fruibilità di servizi e contenuti da parte dell’utente. Una completa neutralità ovviamente è ancora lontana dall’essere raggiunta e per molti ha dei connotati utopici.L’idea di Tim Wu, colui che ha reso popolare il termine, è  che “una rete informativa pubblica massimamente utile aspiri a trattare tutti i contenuti, siti, e piattaforme allo stesso modo”. Prendendo in prestito e modificando adeguatamente una citazione orwelliana si vorrebbe arrivare ad un punto in cui “All digital contents are equal and there’s no digital content which is more equal than others “.

I sostenitori della net neutrality vogliono scongiurare una sorta di discriminazione tra diversi tipi di traffico web da parte degli operatori che forniscono banda larga, colpevoli di limitare volontariamente alcuni servizi concorrenti. Un caso celebre e che vide per la prima volta l’applicazione del principio di net neutrality fu quello, nel 2005, della Madison River Communications, gestore di telefonia locale accusata di bloccare volontariamente il traffico per i servizi Voice Over IP. Nel 2006 negli Stai Uniti fu presentato il documento Internet Freedom and Nondiscrimination Actche rendeva la discriminazione di alcuni contenuti e il danneggiamento nella trasmissione dei medesimi una violazione delClayton Antitrust Act, legge che previene pratiche di monopolio e/o concorrenza sleale.

Cosa propone la Kroes?

“L’Europa è rimasta indietro”, dice Neelie Kroes, sia per quanto riguarda le connessioni ultra-veloci, sia per ciò che riguarda la net neutrality. Il commissario per l’agenda digitale infatti vuole proporre una net neutrality tutelata per legge che garantisca un Internet aperta e trasparente e che salvaguardi l’utenza da pratiche scorrette delle telecom e che scongiuri comportamenti anti-concorrenziali tra quest’ultime ( un po’ come è sancito dall’Internet Freedom and Nondiscrimination Act). La proposta del commissario Ue ha degli obbiettivi ben precisi che sono indicati da questi punti :

  • Trasparenza nei contratti: ogni utente deve essere consapevole di ogni dettaglio del contratto che sta per sottoscrivere. Inoltre Kroen si scaglia contro quelle pubblicità ingannevoli degli abbonamenti Internet che promettono una velocità di connessione da x Megabit che non viene quasi mai raggiunta e che anzi, si tiene quasi sempre poco al di sopra di quel valore, scritto in caratteri infinitamente piccoli e posto alla fine
    Un contratto telefonico e tutti i suoi cavilli.

    Un contratto telefonico e tutti i suoi cavilli.

    di una delle ultime pagine del contratto, chiamato Banda Minima Garantita ( BGM) largamente inferiore da quello pubblicizzato. Questo è una tematica molto sensibile secondo la Kroen che afferma: “Molti Europei non hanno velocità e qualità per le quali pagano. Questo è un principio di base che si applica in altri mercati di consumo e dovrebbe essere applicato anche all’accesso a Internet. […] Meritiamo tutti una chiara promessa prima di firmare – non una cattiva sorpresa dopo averlo fatto. Dopotutto, quando compri una busta di latte, non ti aspetti che sia mezza vuota: lo stesso deve essere per un accesso a Internet da 50 Megabit.”

  • No ad atteggiamenti anti-concorrenziali:  ben vengano pacchetti Internet personalizzati dalle aziende con prezzi diversi a seconda del volume di dati e della velocità di connessione, si è in un libero mercato, non ci siano però episodi simili a quello della Madison River, in cui un operatore blocca i contenuti o i servizi di un’applicazione o azienda concorrente. A parte Slovenia e Paesi Bassi, stati nei quali la net neutrality è già legge, in Europa ci sono 100 milioni di persone che subiscono restrizioni sull’utilizzo di servizi VoIP  e messaggistica come Skype, Whatsapp, Viber, Tango ecc., che offrono un’innovazione nel
    Net Neutrality

    Net Neutrality

    mondo della comunicazione e che sono deliberatamente degradati o completamente bloccati solo per evitare concorrenze.

  • Libera scelta del provider: l’iter per cambiare provider è lungo ed ostacolato da un estenuante ostruzionismo che si configura con costi eccessivi,  noleggio di modem ecc. ed è condito con pratiche fastidiose come il rinnovo automatico del contratto dopo un anno. Si vuole fare in modo che i provider non abbiano più questo stra-potere sull’utenza (cercando di abbindolarla continuamente con subdole strategie) e si vogliono”riportare le persone sul sedile di guida.”.
  • Investimento nel servizio digitale nell’area europea:  “L’Europa è rimasta indietro: negli altri paesi, dagli Usa alla Corea del Sud al Giappone, la copertua è molto migliore. Per esempio nelle connessioni 4Gquesti tre paesi hanno complessivamente l’88% del mercato mondiale, mentre l’Europa ha solo il 6%” spiega la Kroes. Il mercato digitale europeo ha bisogno di un rilancio soprattutto per quanto riguarda il capitale umano specializzato nel settore Ict, che sarà in deficit di circa mezzo milione di unità nei prossimi anni.

Neelie Kroes mira quindi a una soluzione che possa essere  ” una protezione per ogni ogni europeo, ogni device, ogni rete: una garanzia di accesso a tutto Internet e a un Internet aperto, senza blocchi o ostacoli da parte dei servizi concorrenti.”

Fonti:

Simone Bonvicini