Instagram: ora tutti possono essere “fotografi”

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Logo di Instagram, tratto da www.ispazio.net

Instagram è un’appicazione gratuita per smartphone, ora divenuto vero e proprio social network, che da la possibilità ai propri utenti di scattare e pubblicare foto, con l’opportunità di poter esporre opinioni a quelle degli altri. Esso rappresenta ottimamente la libertà d’espressione, come in generale tutti i social network, presente in Internet.

Questa applicazione nasce dall’idea di Kevin Systrom, un giovane imprenditore americano laureato all’università di Stanford. Uscita ufficialmente il 6 ottobre 2010 sull’itunes Store, Instagram, ha immediatamente un grande successo, tanto che il 9 aprile 2012 Mark Zuckerberg ufficializza la sua acquisione e dei suoi 13 impiegati da parte di Facebook, per la straordinaria cifra di 1 miliardo di dollari.

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Kevin Systrom, immagine tratta da www.forbes.com

La crescita che lo ha caratterizzato è stata rapidissima e vertiginosa, infatti dopo soli 3 mesi dalla pubblicazione sull’App Store, gli utenti ammontavano già a circa un milione. Dopo aver aggiunto la possibilità di inserire hashtag nel gennaio del 2011, Instagram ha raggiunto i 5 milioni di utenti nel giugno dello stesso anno, mentre il mese successivo è stata raggiunta la cifra di 100 milioni di foto condivise da tutto il mondo. Appena un anno dopo l’uscita ufficiale gli utenti superavano i 10 milioni, mentre nel marzo 2012 addirittura 25, fino ad arrivare alle incredibili statistiche attuali:

  • 100 milioni di utenti attivi al mese;
  • 40 milioni di foto pubblicate ogni giorno;
  • 8.500 like cliccati ogni secondo;
  • 1.000 commenti effettuati ogni secondo;

La peculiarità di questa applicazione è che è basata totalmente sulla fotografia, scattando una semplice foto è infatti possibile applicare una vasta gamma di filtri ed effetti, tali da renderla quasi un’opera d’arte, così da poterla pubblicare e sottoporla all’opinione dei propri follower. Pubblicando la foto è possibile contestualizzarla con brevi didascalie e con la geolocalizzazione, ma soprattutto inserendo vari “hashtag“, cioè parole che hanno a che fare con l’immagine, precedute dal simbolo cancelletto. Quest’ultima trovata è utile soprattuto per chi vuole osservare tutte le foto che riguardano un certo argomento, infatti cliccando su un hashtag, si aprirà una pagina contenente tutte le foto che lo possiedono.

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I vari possibili filtri, da www.thephoblographer.com

L’enorme successo che questa applicazione ha avuto, ha fatto sì che diventasse un vero e proprio social network, viste soprattutto le statistiche a riguardo del numero di utenti, dei like e dei commenti. Ciò, ha fatto sì che esso venisse sfruttato anche in ambito lavorativo e pubblicitario, sono molti, infatti, le aziende che tentano di pubblicizzare i propri prodotti grazie ad esso. Ciò avviene soprattutto nell’ambito della moda, dove è importante il ruolo dei fashion blogger, di cui ho parlato in un mio articolo precedente, che postano le foto del loro blog anche su instagram.

La libertà che si cela dietro ad instagram è senza dubbio legata al fatto che permetta a tutti di diventare “fotografi”, grazie ai filtri presenti si possono pubblicare foto davvero magnifiche, particolari ed eleganti. Ancora una volta è evidente come Internet possa dare a tutti la possibilità di esprimersi e di far valere le proprie idee,  in questo caso è possibile tramite la fotografia.

Personalmente, trovo Instagram un’applicazione davvero molto interessante, infatti anchio sono uno dei 100 milioni di utenti attivi. Inoltre, trovo particolarmente stimolante l’idea di poter modificare un mio personale scatto e di pubblicarlo, prestando attenzione a quanto successo esso ha ottenuto. D’altro canto, però, credo che con Instagram si perda nettamente la pura arte della fotografia, perchè non è certo modificando una foto con i filtri, che si diventa un vero fotografo.

Manuel Guarino

Black Mirror, un “J’accuse” alla tecnologia

Il progresso tecnlogico è senza dubbio un argomento molto attuale e altrettanto discusso, infatti con esso si intende la ricerca di nuove tecnologie che possano facilitare sempre più la vita all’uomo. Definito in questa maniera potrebbe sembrare un tema quanto mai importante e vantaggioso, ma solo se controllato, infatti è fondamentale considerare vari aspetti, tra cui primeggiano quelli morali ed etici.

Lo sviluppo scientifico è certamente un elemento basilare nel mondo contemporaneo, la possibilità di poter giungere sempre a nuovi traguardi è un argomento che affascina moltissimo. Ma dove si potrà arrivare? In molti se lo chiedono, in particolare, una serie televisiva chiamata “Black Mirror” ha provato a ipotizzare, con accezione decisamente negativa, vari plausibili scenari futuri.

Black Mirror è una serie che, per il momento, è composta di due stagioni, comprendenti tre episodi l’una, ideata e prodotta da Charlie Brooker e trasmessa per la prima volta nel dicembre 2011. La sua peculiarità è data dal fatto che ognuno dei sei episodi ha una storia a sè, non vincolata in alcun modo a quella degli altri, mantenendo come elemento comune l’evoluzione della tecnologia, incentrando l’argomento sulla dipendenza da essa creata ed i suoi effetti sulla società.

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Immagine tratta da finalciak.com

Passando nel dettaglio all’aspetto riguardante i contenuti,  la serie mette in evidenza il lato oscuro del progresso legato alla tecnologia, infatti in ogni episodio è protagonista una situazione legata alla reazione della società che scaturisce dal rapportarsi con una nuova tecnologia. L’obiettivo che gli autori si sono posti di raggiungere è chiaramente quello di mettere in risalto il complesso rapporto tra scienza ed etica, cercando di sensibilizzare il pubblico a riguardo di come l’uomo dipenda sempre di più dalle macchine, con la possibilità di superare il limite che impone la moralità.

Le situazioni che si vengono a creare toccano svariati temi. Alcuni episodi trattano questioni molto attuali, come la dipendenza dai social network, l’eccessiva presenza dei reality show, o la rivoluzione digitale a riguardo di movimenti politici, quest’ultimo inserito in una storia paragonabile a quella del Movimento 5 stelle, come infatti se ne parla in gran parte di questo articolo. Altri episodi narrano di situazioni date da tecnologie non ancora esistenti, come la possibilità di registrare ogni momento della nostra vista, così da poter attingere ai nostri ricordi e riguardarli, il tutto grazie ad un cip impiantato nel cervello, o come quella che, sfruttando le informazioni tratte dai vari profili su social network, dopo la morte di una persona, può simulare dialoghi con essa. La caratteristica comune di tutti gli episodi, è senza dubbio l’aria cupa che fa da sfondo alle vicende, che si concluduno tutte con un amarissimo finale.

Qui di seguito, ecco il trailer di Black Mirror:

Personalmente ho trovato questa serie geniale, gli autori hanno volutamente lasciato libera interpretazione su tutte le vicende narrate, ma invitando chiaramente il pubblico a riflettere sulla possibilità che l’eccessivo progresso tecnologico possa portare solamente a vantaggi, o se come è evidente, è molto probabile che la sottile barriera tra scienza ed etica venga oltraggiosamente oltrepassata. La rivoluzione digitale in atto, una rivoluzione basata sulla libertà di espressione, è un punto di svolta per il futuro dell’ umanità, ma senza un controllo adeguato,  potrebbe portare a conseguenza sociali drammatiche, proprio come ipotizzato in Black Mirror.