Yahoo! vs Shi Tao: quando i colossi Internet collaborano con i regimi.

Il giornalista cinese Shi Tao Fonte:http://www.englishpen.org/wp-content/uploads/2013/03/Shi-Tao-photo.jpg

Il giornalista cinese Shi Tao

Il caso

Il 20 Aprile 2004 Shi Tao, giornalista cinese del Dangdai Shang Bao, partecipò ad una riunione nella quale venne trasmesso un comunicato dal dipartimento della propaganda cinese riguardo il 15° anniversario nel Giugno 2004 della strage di Piazza Tienanmen del 1989. Questo comunicato, diretto a tutte le istituzioni pubbliche, specialmente gli organi di stampa, invitava, per evitare disordini di stampo democratico durante l’anniversario, a “indirizzare correttamente l’opinione pubblica” e a “non rilasciarepareri che non fossero coerenti con le politiche centrali”, in poche parole a non commemorare l’evento. Inoltre  nella comunicazione ufficiale si esortavano i giornalisti a non esitare a denunciare colleghi sospettati di avere contatti con elementi democratici al di fuori dalla Cina. Shi Tao inviò una sintesi della riunione ad un suo contatto negli Stati Uniti, che li girò al sito web Minzhu Tongxun  ( Forum della democrazia).

Il 24 Novembre dello stesso anno Shi Tao venne arrestato, la sua casa perquisita e il suo computer e il suo tesserino per esercitare la professione di giornalista sequestrati. Dopo essere stato in isolamento per un anno, gli è stato possibile contattare un avvocato,Guo Guoting, il quale, in seguito a minacce, è scappato all’estero. Senza nessuna difesa legale, Shi Tao è stato condannato a 10 anni di reclusione con l’accusa di aver divulgato “segreti di Stato”. Tutto ciò ha avuto anche ripercussioni sulla sua famiglia che ha subito rappresaglie e pressioni  dalle autorità.

Il ruolo di Yahoo! e le critiche

Yahoo! Mail logo

Shi Tao inviò la documentazione all’estero servendosi di un account su Yahoo! Mail. Il governo cinese si rivolse proprio a Yahoo! per ottenere informazioni sul mittente della mail. Informazioni che furono fornite senza nessun problema dal colosso del web e che associarono l’account della mail di Shi Tao al suo computer, dandone quindi la posizione esatta.

Censorship

Dura fu la reazione della Rete, soprattutto dall’associazione Reporter sans frontieresche attaccò il colosso accusandolo di essere un “informatore della polizia” e di operare contro la libertà d’espressione solo per interessi finanziari. Secondo l’agenzia questo comportamento non sarebbe una prerogativa solo di Yahoo!, ma anche di altri “big” del settore, che, pur di onorare contratti che rendono sostanziose somme di denaro, se ne infischiano dei diritti civili.

Chiarissima la difesa di Yahoo!, che attraverso un portavoce affermò di dover operare in ogni singolo Paese tenendo conto delle leggi vigenti e di non poter ignorare questa cosa in Cina,dato che in quel Paese il mercato di Internet  si sta aprendo sempre di più.

Navigando su Internet e cercando altri pareri a riguardo mi sono imbattuto in commenti davvero negativi, che addirittura paragonano questa complicità dei colossi occidentali del web  con il governo cinese per identificare e localizzare i dissidenti politici a quella dei delatori  con i nazisti per trovare gli ebrei. Cosa ne pensate a riguardo?

E’ giusto secondo voi mercificare la libertà di informazione, fornendo gli strumenti per ostacolarla solo per un mero guadagno economico?  Come in un precedente post, più precisamente quello su CISPA, possiamo osservare come giganti di Internet, che spesso si spacciano come sostenitori di diritti inalienabili, siano in realtà guidati dalla sola ed egoistica logica del profitto e agiscano solo per salvaguardare i propri interessi.

 

Fonti:

Simone Bonvicini

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